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giovedì 20 agosto 2015

Torta al cacao e amaretti

150 gr di amaretti sbriciolati (morbidi o croccanti)
90 gr di olio di mais/riso
100 gr di farina di riso
50 gr di amido di riso
160 gr di zucchero di canna grezzo
3 cucchiai di cacao amaro solidale in polvere
4 uova
1 cucchiaio abbondante di rum
due dita di latte di riso (bisogna ottenere un impasto molto morbido)
6/8 gr di cremor tartaro
3/4 gr di bicarbonato



Rendere spumoso lo zucchero con i tuorli utilizzando delle fruste, aggiungere l' olio, le farine a cui è stato aggiunto il lievito (cremor tartaro + bicarbonato), il cacao ed i restanti liquidi. Infine aggiungere gli amaretti sbriciolati.
Accendere il forno a 180° ventilato e montare a neve gli albumi delle 4 uova precedentemente utilizzate. Miscelare delicatamente gli albumi all'impasto ed infornare per 40 minuti.

mercoledì 11 aprile 2012

Torta di mele con farina di riso

dosi per una tortina piccola (giusto per non accendere il forno grande)
2 uova
125 gr di farina di riso
100 gr di zucchero
4 gr di cremor tartaro e 2 gr di bicarbonato
mezzo bicchiere di olio di riso
due dita scarse di acqua (prometto che la prossima volta peso l'olio e l'acqua)
1 mela rosa di aso's
liquore a scelta (mistrà, anisetta, rum...)


 In una terrina mettere a macerare le fettine di mela sbucciata con il liquore a scelta e lo zucchero o magari un goccio di acqua.
Nel frattempo montare i due albumi e metterli da parte. Montare poi i tuorli con lo zucchero, aggiungere l'olio di riso ed infine la farina con il lievito. Aggiungere delicatamente all'impasto gli albumi.
Versare l'impasto in un piccolo testo oliato con l'olio di riso e posare delicatamente le fettine di mela.
Infornare per 10' a 190° e poi 30' a 170° (chiaramente temperatura e soprattutto la durata della cottura varia in base al forno e alla grandezza della torta).

venerdì 10 febbraio 2012

Trova le differenze...tra le chiacchiere

  • 500 gr farina 00
  • 100 gr zucchero
  • 20 gr olio di riso
  • 25 gr di burro senza lattosio
  • 4 uova 
  • 4 cucchiai di rum
  • la buccia di 1 limone
  • 8 gr cremor tartaro e 4 gr bicarbonato
  • (vanillina facoltativa)
  • zucchero a velo per spolverare
  • olio di riso o di oliva per friggere se le volete friggere, carta da forno se le volete infornare
Dalla foto seguente mi sembra facile individuare quali sono quelle fritte e quali quelle fatte al forno. Quelle fatte al forno sinceramente non hanno niente a che vedere con quelle che una volta comprai in un forno, non sono cattive, però la consistenza è quasi di biscotto, non mi convincono affatto.
Probabilmente il fatto di avere steso la pasta a mano non mi ha aiutato molto, in quanto ho cercato di farle il più possibile sottili , ma probabilmente non lo erano abbastanza e questo potrebbe aver peggiorato il risultato.
Buone insomma ma non eccezionali (quelle al forno, perchè tanto quelle fritte non fanno testo, sono buone a prescindere).


Ciambellone al limone

  • 150 gr farina 00
  • 150 gr fecola di patate
  • 250 gr di zucchero
  • 3 uova
  • 170 ml di latte di riso
  • 140 gr di olio di riso
  • 2 limoni grattuggiati (da uno a tre limoni a seconda del vostro gusto)
  • 6 gr cremor tartaro
  • 3 gr di bicarbonato
  • un pizzico di sale
Procedete come è solito procedere per un ciambellone o una torta: frullate bene le uova con lo zucchero (se avete pazienza gli albumi li montate a parte a neve e poi li unite alla fine cercando di non farli smontare, ne gioverà la consistenza), poi unite i liquidi e i solidi. Per ultimo unite il lievito e poi versate in una teglia imburrata.
Cuocere in forno per circa 50 minuti a 170° (solita prova stecchino).

La ricetta originale prevedeva al posto dello zucchero al velo un condimento diverso che io non ho ancora provato: si fa sciogliere un pò di zucchero nel succo di qualche limone e poi quando il dolce è tiepido lo si bagna nella parte superiore.

mercoledì 18 gennaio 2012

Biscotti al riso soffiato

Ci sono numerose ricette in internet di questi biscotti a base di burro (sui 120 gr) che io ho prontamente sostituito con 100 gr di olio (ma potete anche fare un pò e un pò, dovete solo ricordarvi che quando fate l'equivalenza olio-burro, di olio ne va un 20%  in meno).
  • 100 gr di olio di riso (o olio equivalente a seconda delle vostre allergie)
  • 100 gr di zucchero
  • 1 uovo
  • 125 gr di farina
  • 2 cucchiai di farina di cocco
  • un pizzico di bicarbonato (soprattutto se usate l'olio secondo me è meglio metterlo)
  • riso soffiato
Amalgamare bene tutti gli ingredienti fatta eccezione per il riso soffiato che sarà utilizzato alla fine. Formare delle palline con il cucchiaio o con le mani (nel frattempo accendete il forno a 160°/170° gradi) e rotolarle nel riso soffiato, disporle non troppo vicine sulla carta da forno o nei pirottini se volete che abbiano una forma più gradevole. Infornare per circa 10 minuti (nel mio forno sono stati sufficienti 10 minuti a 170°) finchè non si dorano leggermente; consiglio di non farli cuocere eccessivamente in quanto dopo diversi giorni il riso soffiato tende ad indurirsi, per intenderci quelli della foto sono troppo cotti.

A questo link la ricetta con il burro.

martedì 10 gennaio 2012

Torta al cioccolato taroccato (farina di carrube)

L'intolleranza al nichel mi "costringe" ad un nuovo esperimento culinario: una torta con la farina di carrube che si millanta possa vagamente sostituire il cioccolato. Il "vagamente" rappresenta esattamente la distanza tra il cacao in polvere e la farina di carrube. Sono partita dalla ricetta di una torta che solitamente aromatizzo con il limone e con qualche piccola modifica ne ho ricavato questo dolce:
  • 3 uova
  • 250 gr di zucchero
  • 150 gr di farina 00
  • 100 gr di fecola di patate
  • 50 gr di farina di carrube
  • 2 cucchiaini di orzo solubile (non si sente)
  • 1 cucchiaio di rum Pampero (idem non si avverte)
  • 170 ml di latte di riso
  • 140 gr di olio di riso
  • un pizzico di sale
  • 6 gr di cremor tartaro
  • 3 gr di bicarbonato
Ho mescolato tutti gli ingredienti con lo sbattitore elettrico per far incorporare più aria possibile e per ultimo ho messo il lievito (cremor tartaro + bicarbonato). infine ho infilato in forno a 160° per un'ora abbondante (fate la prova stuzzicadenti).

giovedì 15 dicembre 2011

VIII lezione IPSSAR - PASTICCERIA DI BASE

Nell'ultima lezione (sigh) abbiamo affrontato il tema dei dolci, cercando in quelle poche 3 ore di concentrare il maggior numero di impasti di base (anche troppi). Vediamo in sintesi le preparazioni di base preparate.

MARITOZZO a forma di treccia per formare una ghirlanda natalizia
500 gr di farina
2 uova
25 gr di lievito
120 gr di latte
100 gr olio di semi
100 gr di zucchero
1 busta di vaniglia (fac.)
questa ricetta vi ricorda qualcosa? I miei però sono venuti più maritozzosi, probabilmente perchè io ho seguito i giusti tempi di lievitazione che invece al corso abbiamo dovuto accorciare per questioni pratiche. Per le indicazioni vi rimando al mio link. Ho fatto anche altri esperimenti di maritozzi per diminuire il lievito facendo una biga prima e sostituendo il latte con quello di riso, e una volta anche con acqua e succo di mela: non malvagi, ma con il latte di riso sono più morbidi (con il latte latte per chi può..ancora meglio).
Più in là proverò con la mia neo pasta madre, sperando di aver tempo poi di scrivere tutto.

PANNA COTTA con salsa ai frutti di bosco
200 gr di zucchero
1 litro di panna fresca
un goccio di rum o brandy
7 fogli di colla di pesce (che io preferisco sostituire con l'agar agar).
Cuocere senza portare in ebollizione la panna con lo zucchero e aggiungere il rum poco prima di togliere la panna del fuoco, in modo che una parte dell'alcol evapori.
Poi aggiungere i fogli di colla di pesce precedentemente ammollati in acqua fredda (al contrario dell'agar agar che si scioglie ad alte temperature), si mette il composto negli stampini e si mette in frigo.
Nel frattempo si prepara la salsa ai frutti di bosco, spadellandoli con 100 gr di zucchero fino ad ottenere una salsa densa che filtreremo con un colino

PAN DI SPAGNA (il vero, senza lievito)
Lo chef ci ha spiegato che ci sono due scuole di pensiero:
- quella di mia zia Dora, ovvero che mescola tutto insieme e poi sbatte con il frullino il composto (però lei ci aggiunge una bustina di lievito)
- quella usata dallo chef che prevede di montare separatamente gli albumi e i tuorli in modo da ottenere un composto che lieviti più facilmente.

10 uova (separare i tuorli dagli albumi perchè dovranno montare separatamente)
300 gr di farina
300 gr di zucchero
1 pizzico di sale (fac.)

Montare a neve ben ferma gli albumi e mettere in frigo. Nel frattempo montare bene anche i tuorli e quando iniziano a cambiare colore aggiungere lo zucchero e continuare a montare finchè da arancione il composto diventi quasi giallino e schiumoso. Aggiungere la farina setacciata a questo composto ed infine gli albumi montati a neve. Volendo si può utilizzare anche lo zucchero a velo. Si può anche fare un pan di spagna al cioccolato aggiungendo del cioccolato in polvere allorchè aggiungiamo la farina.
Infornare a 170° senza mai aprire il forno altrimenti il pan di spagna si spatascia sul fondo del testo.
Mia zia Dora invece mi ha detto che per non farlo abbassare bisogna cuocerlo prima un bel quarto d'ora (a forno statico) a 200° e poi si può riabbassare (senza mai aprire il forno) per terminare la cottura a 160°...a me così ha funzionato, ma riproverò in entrambi i modi e vediamo cosa succede.
Il pan di spagna è venuto ottimo e con una colorazione appena accennata: perfetto! (e nichel free)

PASTA FROLLA
300 gr di burro a pomata (si ammorbidisce il burro in una ciotola con una paletta finchè non assume appunto la consistenza di una pomata, senza farlo diventare eccessivamente liquido)
200 gr di zucchero a velo (così si amalgama meglio)
1 tuorlo
2 uova intere
500 gr di farina
A piacere un pochino di lievito (mezza bustina) o cremor tartaro+bicarbonato da aggiungere solo alla fine, altrimenti c'è il rischio che possa fermentare con le uova. Lo chef ha notato (e anche io) che il cremor tartaro dà una consistenza strepitosa ai dolci (rendendoli più morbidi di quello che li renderebbe un lievito chimico).
Io l'ho usato solo qualche volta per fare dei biscotti secchi, ma ora che sono intollerante al nichel e che posso usare solo questo, mi sono resa conto della differenza abissale nel risultato: non c'è proprio paragone! Provate con un semplice ciambellone e mi saprete dire.
Posso anticipare che per ogni 500 gr di farine (di solidi quindi) occorrono 8 gr di cremor tartaro e 4 gr di bicarbonato: ho usato questa dose per una torta al limone ed è venuto incredibilmente buono e "spngoso" come direbbe mia nonna. L'unico "problema" è che ho utilizzato solo 300 gr di farine (si solidi) quindi la torta è venuta TROPPO morbida, troppo friabile, si spezzettava solo a tagliarla (credo appunto per colpa del troppo lievito). Era buonissima, ma non presentabile esteticamente, e il problema lo attribuisco proprio all'eccessiva quantità di lievito. Proverò a rifarla con la giusta dose di cremor tartaro poi pubblicherò la ricetta definitiva.

Ma non dilunghiamoci oltremodo...passiamo alla ricetta successiva. Si è un pò discusso delle creme di base (pasticcera, chantilly,..) facendo secondo me un pò di confusione, non che lo chef fosse confuso, ma semplicemente parlando tra di noi mi è sembrato che si fosse capito un pò di fischi per fiaschi. Io stessa ho spesso fatto confusione tra i vari tipi di creme pertanto spero ora di riuscire, anche con l'aiuto del web a fare un pò di chiarezza, sperando di non scrivere ulteriori schiocchezze.
Innanzitutto scrivo la ricetta della crema che abbiamo preparato ieri sera.

CREMA PASTICCERA
1,5 litri di latte
scorza di limone
5 tuorli e 4 uova (8 tuorli per ogni litro di latte dice la ricetta originale)
250 gr di zucchero per ogni litro di latte (che può aumentare fino a 300 gr se utilizziamo del cioccolato fondente)
circa 120 gr di farina 
Mettere in un pentolino il latte e la scorza di limone o vaniglia e portarlo a 80/85° (non farlo bollire) e appena raggiunge questa fase di pre-bollitura toglierlo dal fuoco. Nel frattempo amalgamare lo zucchero nelle uova sbattute e incorporare la farina lentamente. Successivamente aggiungere il latte (se lo facciamo bollire poi cuoce le uova, quindi attenzione) e mescolare rapidamente con la frusta ed un cucchiaio di legno (perchè la frusta non riesce a raggiungere bene i bordi) per evitare che produca grumi. Far cuocere alcuni minuti e poi una volta tolta dal fuoco, coprire e far raffreddare il più rapidamente possibile per non far creare una pellicola al composto.

Successivamente si è parlato di crema chantilly dicendo che in Italia la si crea praticamente unendo la panna alla crema. La crema chantilly credo nasca quindi dall'unione tra la crema pasticcera e la panna chantilly che altro non è che una panna al gusto di vaniglia.
panna chantilly (non prevista al corso ma che aggiungo io per completezza di informazioni):
1 litro di panna fresca
80 gr di zucchero (la quantità di zucchero varia a seconda del gusto personale e dall'uso)
vanillina, zucchero vanigliato o altro che possa dare aroma di vaniglia al composto (sui 20 gr)
La raccomandazione è solo una: per montare bene la panna, questa deve essere molto fredda. 
Se ad esempio vogliamo unirla alla crema pasticciera e questa è già molto dolce, potrebbe essere sufficiente aggiungere meno zucchero, idem per la vaniglia. Ne consegue, come ho già anticipato, che la cosiddetta "crema chantilly" potrebbe definirsi forse solo una semplice crema pasticcera con l'aggiunta di panna montata.

GANACHE AL CIOCCOLATO
300 gr di panna fresca
300 ciocc fondente spezzettato
ovvero pari quantità di cioccolata e panna.
Si inseriscono gli ingredienti in una ciotola e si procede allo scioglimento della cioccolata attraverso la cottura  a bagnomaria.
E...se vogliamo usare un altro tipo di cioccolato ad esempio quella bianca? e se ci aggiungiamo il burro?
Ho trovato un articolo interessante che potrebbe risolvere questi quesiti, questa materia è a me sconosciuta, ma direi che lì ci sono molti spunti per capire cosa c'è dietro ad una buona ganache e delle quantità giuste di panna e cioccolata e burro in funzione di ciò che vogliamo ottenere.
Moltissime altre informazioni sulla cioccolata sono reperibili sul sito di Bressanini.


venerdì 25 novembre 2011

Bignè

Al corso di cucina che sto frequentando ci hanno spiegato i bignè e finalmente la loro riuscita non sarà più legata alla fortuna bensì alla tecnica, in quanto lo chef ci ha svelato tutti i segreti per non farli "spatasciare al suolo".
Intanto gli ingredienti per la versione al burro:
  • circa 200 gr di acqua
  • 120 gr di burro
  • un pizzichino di sale (io non ce lo metto)
  • uova q.b. (al corso ce ne sono volute 4 e 1 tuorlo)
Essendo intollerante al lattosio sono in attesa del burro chiarificato che mi arriverà la prossima settimana, nel frattempo Annalisa, compagna del mini corso di sushi, mi ha girato la ricetta per farli con l'olio:
  • 250 gr di acqua
  • 150 gr di farina
  • 100 gr di olio di semi di girasole (io ho usato l'olio di oliva per il discorso nichel)
  • 4 uova (vale il discorso di prima)
  • 1 pizzico di sale (che io ho omesso)
Ho fatto metà dose e ho sfornato una ventina di bignè.

Mettere sul fuoco acqua e olio (o burro precedentemente sciolto) e far bollire. Al bollore buttare dentro la farina (se vi va setacciatela) e girate rapidamente con frusta o paletta per non far formare grumi per qualche minuto avendo cura di abbassare il fuoco al minimo.
Togliete dal fuoco e fate raffreddare "un po'" (poi vi spiego questo po' più avanti).
Nel frattempo accendete il forno a 180° e preparate il vassoio con la carta da forno.
Che temperatura ha raggiunto il composto nel frattempo? è ancora bollente? allora lasciatelo raffreddare ancora un pò...è freddo? allora siete nei guai. Vi spiego: l'inserimento delle uova deve essere fatto quando il composto è TIEPIDO, non deve essere bollente, non deve essere freddo.
Il composto è tiepido? Allora aggiungete il primo uovo e fatelo amalgare tutto per bene, quando è tutto amalgamato aggiungete il secondo e così via...quando vi accorgete che è ora di smettere di inserire uova? Quando il composto non sarà più granelloso con la pasta che si spezzetta da una parte all'altra all'interno della pentola, ma quando diventa una crema omogenea che potrete lavorare con il sac à poch. 
Quando state per arrivare alla consistenza desiderata andateci piano con l'aggiunta di uova, se occorre inserite mezzo uovo alla volta (o solo il tuorlo), perchè un composto troppo liquido non va assolutamente bene.
Avete amalgamato le uova? bene...ora munitevi di sac à poch, riempitelo con un cucchiaio e fate dei mucchietti sul vassoio e poi infornate.
Dopo aver infornato dimenticatevi del forno o meglio della sua maniglia, durante la cottura non deve MAI essere aperto, altrimenti vi si spatasciano i bignè. Ci vogliono un 15-20 min a 180° almeno per iniziare a vedere la loro doratura, poi per farli asciugare bene dentro potete continuare altri 15-20° a 60° oppure anche prima un pò a 120° e poi 60° insomma si devono asciugare bene dentro. Una volta spento il forno, lasciateli ad asciugare dentro ancora per sicurezza.
Lo chef  ci ha consigliato di farli il giorno prima per il giorno dopo in modo che nel caso, hanno tempo per continuare ad asciugarsi per bene.
Nella foto che ho inserito potete vedere alla vostra sx i bignè fatti con il sac à poch alla vostra dx i bignè fatti con i cucchiaini dopo che l' ho distrutto (mi è letteralmente esploso).

venerdì 11 novembre 2011

Pasta frolla light

Questa pasta frolla è il primo esperimento dopo aver scoperto di essere intollerante al nichel. Ho preso spunto da alcune ricette sul web e le ho rielaborate per creare una ricetta senza lievito, senza burro, senza oli strani e senza uova. Il risultato (sappiate che ne ho fatti tanti altri ma non ben riusciti) è veramente ottimo in quanto si riesce ad avere una frolla morbida e croccante e non gommosa (risultato a cui ero abituata), almeno a poche ore dalla sfornatura, bisogna vedere se dopo un giorno o due la croccantezza rimarrà....vi farò sapere.
  • 300 gr farina di farro bio
  • 100 gr farina di saragolla o kamut bio
  • 50 gr di olio extravergine di oliva
  • 160 gr di zucchero di canna non grezzo (a mio avviso la dose si può diminuire specie se si usa una marmellata molto dolce)
  • 1 cucchiaino scarso di bicarbonato
  • 90 gr di latte di riso

Unire latte di riso, zucchero e bicarbonato cercando di amalgamarli il più possibile, unire poi l'olio ed infine la farina un pò alla volta, il composto non deve sbriciolarsi eccessivamente, in questo caso aggiungere un altro pò di farina. Preparare la crostata o eventualmente i bocconotti a seconda delle preferenze.
La carta da forno tende ad attaccarsi con questo impasto, quindi vi consiglio il classico olio e farina nel testo.
Un ultimo consiglio, fate abbronzare bene l'impasto in forno in modo che risulti più croccantino (a me piace così perlomeno).

mercoledì 21 aprile 2010

Cioccolato chantilly e fragole


 La spiegazione sarà semplice e concisa: chantilly al cioccolato di Bressanini  con fragole.
Cioccolato utilizzato: tavoletta di cioccolato equosolidale fondente all'80%. 
La tavoletta era meno grassa di quella utilizzata da Bressanini (sui 38 gr) e ci sono voluti quindi circa 112 gr di acqua accuratamente pesati; il sapore era molto buono (deve piacere l'amaro del fondente chiaramente), ma la densità non era quella soffice tipica della mousse che si vede nel blog del ricercatore; mi è venuta leggermente più liquida anche se non tanto da far scendere in fondo al bicchiere le fragole per fortuna.
La quantità di acqua e il tipo di cacao evidentemente influenzano più del previsto la consistenza della mousse.
Il sapore molto amaro è stato da qualcuno mitigato con una pallina di gelato alle creme.

mercoledì 7 aprile 2010

Maritozzi 1.0

  • 200 gr farina manitoba (che proverò ad eliminare appena trovo l'estratto di malto)
  • 100 gr di farina zero bio 
  • 200 gr farina di farro bio
  • 15 gr di miele
  • 75 gr di zucchero di canna bio (non integrale)
  • 1 cubetto di lievito(25 gr)
  • 120 gr di latte
  • 100 gr di olio di mais bio
  • 2 uova
Ho fatto impastare il tutto alla macchina del pane (impasto 15') poi ho steso una sfoglia spessa circa 1 cm e ho creato delle forme più o meno regolari; dopo aver fatto partire la lievitazione al caldo (sopra la stufa a pellet per un'oretta, dalle 20.00 alle 21.00) li ho infilati nel forno spento che ho acceso al mattino (6.40) a 160° per 15 minuti circa. Molto soddisfatta del primo esperimento!

mercoledì 10 marzo 2010

Agrumini, marmellatini, rotolini, insomma...ini

Seguo da un pò di tempo il blog un pizzico di magia e la ricetta degli agrumini mi ha stuzzicato non poco, così che ho voluto provarla alla prima occasione, apportando qualche modifica (eliminando il latte con il quale vado poco d'accordo) e utilizzando anche un altro tipo di farcia.
Innanzitutto ho raddoppiato la dose sia perchè mi sembrava poco il quantitativo, sia perchè così ho usato la fedele macchina del pane per dare una prima impastata al composto:
  • 250 gr farina macinata a pietra
  • 50 gr di farina di kamut
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di zucchero di canna integrale (Mascobado equosolidale)
  • 2 cucchiai di olio di girasole bio
  • 2 cucchiai di acqua
  • 1 cucchiaio di anisetta (il mistrà l'ho lasciato a casa dei miei) (nell'impasto non l'ho percepito però)
  • 1 bustina di lievito bio per dolci
per la farcitura agrumosa (per mezzo impasto) mescolare assieme i seguenti ingredienti:
  • scorza grattuggiata di 3 limoni bio
  • scorza grattuggiata di 1 limone e mezzo bio
  • spremuta di mezzo arancio (era un tarocco)
  • spremuta di due spicchi di limone
  • 5 cucchiai di zucchero di canna non integrale

per le altre farciture ho usato la marmellata naturale di giuggiole che ho fatto a fine estate e una marmellata bio di mele rosa senza zucchero che mi ha regalato mia cugina.
L'impasto come già precedentemente indicato l'ho fatto impastare alla MDP, poi mi sono dilettata con il mattarello a stendere una sfoglia molto sottile (pochi mm). Metà impasto l'ho spalmato con la farcia agrumosa, poi ho arrotolato la sfoglia molto lentamente e ho fettato il rotolo risultante in fettine larghe circa 1 cm.
Ho fatto la stessa cosa con il resto dell'impasto che a sua volta ho suddiviso due parti :su uno ho steso la marmellata di giuggiole e sull'altro la marmellata di mele rosa. Ho infornato il tutto a 190° per 15 minuti (i 25-30 minuti indicati nella ricetta originaria sono decisamente troppi per il mio forno!), rigirando le piccole girelle a metà cottura.
Il risultato è stato molto positivo, l'unica cosa che forse la marmellata di mele rosa essendo senza zucchero, non aggiungeva molta dolcezza all'impasto già di per sè non troppo zuccherato, mentre la marmellata di giuggiole che era un pò più dolce ci si sposava perfettamente.
Se riesco a rimembrare come ho fatto la marmellata di giuggiole prometto che la posto!

domenica 28 febbraio 2010

Biscotti al cocco vegan

  • 100 gr zucchero di canna (chiaro)
  • 1 pizzico di sale
  • 1/2 bicchiere di latte di riso
  • 2 cucchiai di olio di mais o girasole spremuto a freddo (biologico)
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere
  • 2 cucchiai di farina bio 
  • 200 gr di farina di cocco

Amalgamare dapprima olio, sale, zucchero di canna e latte. Poi aggiungere la farina, il lievito e la farina di cocco. Impastare il composto con le mani e fare delle piccole palline da deporre su un testo rivestito da carta da forno.
Infornare per 20 minuti a 140°. La ricetta originale prevedeva una evidente doratura che io ho evitato per poterli decorare. All'uscita del forno si rompono facilmente e anche da freddi in realtà, probabilmente la doratura serve a renderli un pò meno fragili, ma dato che io li volevo decorare ho preferito rischiare.
Nel frattempo che i dolcini erano in forno ho sciolto del cioccolato fondente a bagnomaria con un goccino di latte di riso e ho preparato la sacca da pasticcere improvvisando con della carta da forno.
Estratti i biscotti al cocco dal forno li ho decorati come da foto.

Per correttezza la ricetta originale dell'autrice Gabita a questo link